Le uova di casa non costano meno di quelle del supermercato, e chi ti dice il contrario non ha fatto i conti. Quattro galline di razza italiana depongono tra 600 e 750 uova all'anno, con una pausa d'inverno; con una spesa annua intorno ai € 300–350 una volta avviato tutto, ogni uovo costa circa 45–55 centesimi. Il guadagno vero sta altrove: nella pollina per l'orto, nelle aiuole pulite, nelle lumache sparite, nel tempo passato fuori. Qui trovi i miei costi reali, un calcolatore per il tuo caso e le regole da rispettare.
Calcola il tuo caso
Sposta i cursori e scegli le opzioni: il calcolatore stima il costo di avvio e la spesa mensile. I prezzi sono medie del 2026 nel Nord Italia, possono cambiare anche del 20 % tra un negozio e l'altro.
I miei costi reali, quattro galline
| Voce | Spesa | Note |
|---|---|---|
| Pollaio mobile fai-da-te | € 400 | Materiali, vedi la pagina sul pollaio mobile. |
| Quattro pollastre di razza | € 100 | Circa € 25 l'una, 18–20 settimane. |
| Mangiatoia e abbeveratoio | € 45 | Modelli appesi da 5 litri. |
| Rete per separare orto e galline | € 95 | Archetti e rete antigrandine per le aiuole. |
| Compostiera in legno | € 70 | Circa 600 litri; io ne ho due. |
| Totale avvio | € 710 | Senza porta automatica. |
| Voce | Al mese | Come lo calcolo |
|---|---|---|
| Mangime completo per ovaiole | € 13 | 120 g al giorno × 4 galline ≈ 14,6 kg a € 0,90/kg. |
| Lettiera (truciolo, paglia) | € 8 | Una balla di truciolo al mese, di più d'inverno. |
| Conchiglia tritata e grit | € 2 | Un sacco da 5 kg dura circa tre mesi. |
| Granaglie per la sera | € 2 | Solo una manciata, non sostituiscono il mangime. |
| Fondo veterinario | € 5 | Messi da parte: una visita costa € 40–70. |
| Totale | € 30 | Circa € 360 all'anno; € 300 senza fondo veterinario. |
Un sacco di mangime per ovaiole da 25 kg costa tra € 18 e € 28 nelle agrarie della provincia, a seconda che sia convenzionale o biologico. Le galline di razza italiana mangiano di solito tra 110 e 130 g al giorno; le razze nane come la Mugellese la metà. Non risparmiare sul mangime per sostituirlo con scarti: oltre ai divieti di legge sugli avanzi di cucina, una gallina malnutrita smette di deporre e si ammala.
Le regole, in dettaglio
1. Registrazione presso l'ASL
Il D.Lgs. 134/2022 ha reso obbligatoria la registrazione di tutti i detentori di pollame, anche chi tiene poche galline solo per le uova di famiglia. La registrazione si fa presso il servizio veterinario dell'ASL competente per il tuo Comune, che inserisce la detenzione nella banca dati nazionale e ti assegna un codice. Nel Novarese, come altrove, conviene telefonare prima allo sportello per sapere quali moduli servono e se si può fare via email. Tieni il codice a portata di mano: te lo chiederanno in caso di controlli o di emergenze sanitarie.
2. Il regolamento del tuo Comune
Molti Comuni hanno un regolamento di igiene o di polizia rurale che parla di animali da cortile in zona urbana. Di solito stabilisce una distanza minima del ricovero dalle abitazioni altrui, che si trova spesso tra 5 e 20–30 metri, a volte un numero massimo di capi e quasi sempre il divieto di tenere il gallo nei centri abitati. Cerca il regolamento sul sito del Comune o chiedilo all'Ufficio Relazioni con il Pubblico. Se non trovi nulla, chiedi per iscritto: una risposta via PEC o email vale più di una telefonata.
3. Condominio e vicini
Se vivi in condominio, anche con un giardino privato, leggi il regolamento. Un regolamento contrattuale, cioè approvato da tutti o allegato agli atti di acquisto, può vietare gli animali da cortile. L'art. 1138 del Codice civile dice che i regolamenti non possono vietare di possedere animali domestici, ma se le galline lo siano è materia discussa. Con i vicini valgono l'art. 844 del Codice civile sulle immissioni di odori e rumori oltre la normale tollerabilità e l'art. 2052 sulla responsabilità per i danni causati dagli animali. Parlare con i vicini prima di cominciare, e portare qualche uovo dopo, ha risolto più problemi di qualsiasi articolo di legge.
4. Alimentazione
Il Reg. CE 1069/2009 vieta di somministrare rifiuti di cucina e ristorazione agli animali da produzione alimentare: le galline ovaiole rientrano tra questi, anche se le uova restano in famiglia. Quindi niente avanzi di pasta, pane o bucce passate dalla cucina. Erba, verdure e scarti raccolti nell'orto sono un caso diverso, ma l'interpretazione può variare: chiedi alla tua ASL.
5. Influenza aviaria
Nei mesi freddi, nelle zone considerate a rischio per la presenza di uccelli selvatici migratori, le Regioni e il Ministero della Salute possono emanare ordinanze che obbligano a tenere il pollame al chiuso o sotto copertura, e a non dare acqua e cibo all'aperto. La pianura novarese, con risaie e zone umide, è tra le aree dove queste misure sono state applicate in passato. Non è una regola fissa: controlla ogni autunno le comunicazioni della tua ASL e della Regione.
Verifica sempre con il tuo Comune, la tua ASL e la tua Regione: le norme locali cambiano e questa pagina non sostituisce il parere degli uffici competenti né di un legale.
Checklist burocratica
- Ho letto il regolamento comunale di igiene o di polizia rurale.
- Ho controllato il regolamento di condominio, se c'è.
- Ho parlato con i vicini più vicini al pollaio.
- Ho registrato la detenzione presso il servizio veterinario dell'ASL.
- So dove trovare le ordinanze stagionali sull'influenza aviaria.
- Ho il numero di un veterinario che visita anche avicoli.